ORGANIC LAVENDER FARM AND AGRITURISMO IN MAREMMA TUSCANY

Di geroglifici e di lavanda, e di ricollegare i punti all’indietro

Non so se lo sai, ma prima di venire a vivere qui al Podere Argo e di aprire la mia azienda agricola e agriturismo in Maremma Toscana , vivevo a Parigi dove ho conseguito una specializzazione in Egittologia all’Ecole Pratique de Hautes Etudes con una tesi sulle implicazioni filosofiche della multidirezionalità della scrittura geroglifica e poi ho iniziato un dottorato che ahimé per varie ragioni non ho finito. In quegli anni ho partecipata anche a varie campagne di scavo della missione italiana della Tomba di Harwa a Luxor.

Ho lasciato una mia grande passione, l’egittologia, per seguirne un’altra altrettanto grande, quella per la campagna e il contatto con la natura. Arrivata qui in questo podere sperduto della Maremma ho dovuto riniziare tutto da capo e ripartire da zero, non conoscevo nulla della coltivazione della terra, della vita in campagna e dell’apicoltura. Amici e parenti, ma anche le persone di qui mi credevano pazza e mi chiedevano allibiti come avessi potuto lasciare Parigi, l’egittologia per venire a vivere in campagna.

Io non sapevo dargli, e darmi, una spiegazione ma ero sicura e determinata nella mia scelta, che proprio come quella dell’Egitto e dei geroglifici, era guidata da una fortissima passione. Una passione che dalla semplice coltivazione della terra, dopo qualche anno si è materializzata in un grande amore, quello per la lavanda.

Per anni ho cercato di trovare un nesso tra queste due mie passioni così diverse e lontane anni luce più per curiosità che per un reale bisogno di trovare un legame, per il mio gusto di andare in profondità alle cose, perché ero sicura che in fondo in fondo qualcosa in comune lo dovessero avere. Ero sicura che prima o poi sarei riuscita a ricollegare i punti all’indietro, “connecting the dots” proprio come dice Steve Jobs nel suo celebre discorso all’Università di Stanford .

E finalmente dopo anni di ricerca l’illuminazione è arrivata, qualche giorno fa. Sarà la pratica della meditazione, che ormai mi accompagna ogni giorno da un anno, che mi ha aperto nuovi canali, ma sono finalmente riuscita a collegare i punti, e la risposta mi è apparsa in tutta la sua chiarezza e limpidezza.

La scrittura geroglifica mi aveva ammaliata fin da bambina, quando alla mostra del tesoro di Tutankhamon ero rimasta folgorata dalla bellezza dei suoi segni e dal loro aspetto enigmatico, ma è stato solo in seguito, studiandola in modo approfondito che ho scoperto che era una scrittura che funzionava su più registri, quello fonetico e quello iconico, in quanto immagine. Che grazie a questa sua doppia natura la scrittura geroglifica aveva un forte legame, per non dire fusione, con l’arte e con la magia e che sempre grazie alla sua natura di immagine e di “lettera” giocava su registri diversi, e agiva su sensi diversi. Ciò che mi ha da sempre tanto colpito e interessato di questa scrittura è la sua ricchezza di significati, la sua polivalenza, la sua multipotenzialità, e così è stato per la lavanda.

Anche la lavanda mi ha attirato da quando ero bambina, ero incantata dalla sua bellezza, dal suo colore e profumo meraviglioso, è per questo motivo che ho deciso di coltivarla nella mia azienda. Solo in seguito ho scoperto che il suo profumo aveva della proprietà riconosciute in aromaterapia per calmare la mente, alleviare le tensioni, e solo studiando e documentandomi ho iniziato a scoprire le sue tantissime proprietà benefiche per il nostro corpo e per la nostra pelle.

La lavanda, proprio come la scrittura geroglifica, gioca su diversi registri quello visivo, olfattivo, tattile e anche del gusto perché si può anche mangiare !! E’ un fiore molto versatile che ha mille proprietà diverse e altrettanti usi, con mia grande gioia ogni giorno ne scopro di nuovi. La lavanda tocca, stimola e arrichisce i nostri sensi di nuovi sensi (scusami il gioco di parole). Proprio come la scrittura geroglifica è un fiore multipotenziale, che racchiude in sé un mondo ricco di possibilità,  e davvero se ci penso stento a trovarne un altro in natura (ma forse sarò di parte).

Ricollegando i punti ho scoperto di essere una persona che non si accontenta di poco, ma che è sempre alla ricerca della abbondanza di senso, della ricchezza di stimoli, delle infinite possibilità che il mondo e la nostra mente ci offrono ogni giorno. Ricollegando i punti ho capito che seguire le proprie passioni andando contro ogni razionalità ed ogni certezza ne vale sempre la pena, nonostante gli ostacoli, le difficoltà, gli errori, i fallimenti, e anche se il prezzo da pagare non sarà sempre basso. Perché anche  se oggi tutto sembra privo di senso, guardandoti indietro un giorno riuscirai a trovare un filo che collega il tutto, qualcosa che neanche tu sapevi di avere, e ne uscirai più ricca, più consapevole, più felice, e più te stessa.

P.S. Quello che vedi nella foto è la pagina di uno dei libro di egittologia che più amo in assoluto, Ancient Egyptian Calligraphy di H. G. Fisher.

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