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ORGANIC LAVENDER FARM AND AGRITURISMO IN MAREMMA TUSCANY

Tempo di seminare i fagioli

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Anche quest’anno è arrivato il momento di seminare i fagioli, ora che il pericolo di gelate dovrebbe essere scongiurato, almeno si spera.

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Quest’anno abbiamo ridotto la superficie di semina, solo 500 mq e 5 kg di seme, per cercare di controllare meglio le erbacce infestanti, e abbiamo aggiunto nuovo varietà locali. Oltre ai soliti fagioli borlotti e cannellini abbiamo seminato i fagioli del purgatorio, dei piccolissimi fagioli bianchi, i fagioli della stoppia, così chiamati perché venivano seminati in estate nelle stoppie del grano, e i fagioli verdolini, molto piccoli e di colore verde simili ai piselli, questi non li ho mai assaggiati e sono proprio curiosa di farlo. Tutti fagioli biologici e non trattati.

Il campo di semina, che si trova proprio di fianco alla lavanda, chissà se i fagioli ne assorbiranno un po’ il profumo, l’avevamo preparato diversi giorni prima, arandolo e poi fresandolo.  Il giorno della semina Ivaldo ha tracciato con la zappa i solchi in cui io ho seminato i fagioli a mano.

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Ero emozionatissima e molto felice di ripetere ancora una volta un gesto antico, che si perde nel tempo, e che con l’incedere dei passi si trasforma lentamente in un rito e in una danza. Ma sentivo anche un fortissimo vuoto, una grande mancanza, M. il mio vicino e maestro, il mio compagno di semine questa volta non c’era, non era di fianco a me a scandire il ritmo, a istruirmi e a incitarmi. Non ne ho mai parlato qui sul blog ma M. dopo una brutta caduta a dicembre e dopo vari ricoveri e operazioni vive ora in una casa per anziani, sta bene ma non è più in grado di vivere da solo.

Quanto mi è pesata la sua assenza fisica, ad ogni passo cercavo di ricordarmi tutto ciò che mi aveva insegnato, i suoi preziosi consigli, le sue dettagliate istruzioni, i suoi detti e aneddoti. M. non era lì fisicamente, ma è come se lo fosse stato, accanto a me, e mentre camminavo lungo i solchi, gettando i semi a terra e coprendoli con i piedi come avevamo fatto insieme migliaia di volte, mi sono resa conto di quanto mi abbia insegnato e di quanto io sia stata fortunata ad averlo come maestro e come compagno di semine. Ma forse ora era giunto il momento di provare a camminare da sola.

Con il cesto pieno di fagioli sottobraccio, camminando a cavallo del solco ad ogni passo con l’altra mano ho buttato a terra 4 o 5 fagioli.

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E poi li ho ricoperti, prima con un piede.

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E poi con l’altro. Seminafagioli4Un gesto sempre uguale che ho ripetuto per 6 lunghissimi solchi.

Seminafagioli10E alla fine ho provato quella bellissima sensazione di aver compiuto una grande impresa, di aver iscritto e tracciato sulla terra un segno di speranza, di fede e di amore.

Seminafagioli1 Mentre tramontava il sole e rientravamo a casa, stanchi ma felici, sentivo che però mancava ancora un solo tassello, per completare il quadro della mia felicità.

La mattina seguente sono subito andata a trovare M., gli ho raccontato per filo e per segno tutto, gli ho anche portato a far vedere i fagioli che avevo seminato e gli ho chiesto se per caso la sera prima gli fischiassero le orecchie da quanto l’avevo pensato. Abbiamo parlato di quando era giovane, della sua vita nei campi, abbiamo ricordato, ridendo, le nostre folli semine passate e le nostre mattine alla luce dell’alba a raccattare fagioli.

Sì, ora posso dire di essere davvero felice 🙂

 

0 risposte

  1. Nel film “Sette spose per sette fratelli” la protagonista femminile ad un tratto incita uno dei ragazzi a dire qualcosa di carino ad una ragazza e lui, con fare sicuro, dice: “Tempo ideale per i fagioli!”

    Un complimento che un’amante della campagna come te avrebbe apprezzato senza ombra di dubbio!!! 😉

  2. Che bel racconto.
    Io quest’anno non seminerò i fagioli… almeno questo lo credevo fino a questo momento. Mi hai fatto cambiare idea. Certo, non ho le tue estensioni di terreno ma un solchetto di fagioli borlotti ci starebbe proprio bene.
    Un abbraccio
    Francesca

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