
Vi ricordate quando quest’inverno abbiamo seminato l’aglio rosso di Proceno, era il 31 dicembre e faceva tanto freddo.
Ne è passato di tempo. Ora il nostro aglio è bello grande ed è arrivato il momento di “cavare” (togliere) i tarli, gli scapi fiorali, per rallentare lo sviluppo vegetativo e favorire invece l’ingrossamento del bulbo.
Togliere i tarli è un’operazione delicata, prima di tutto bisogna aspettare che siano della lunghezza giusta cm 25 circa, bisogna sfilarli con un movimento delicato ma deciso, altrimenti si spezzano.
I tarli qui si mangiano freschi, bolliti e poi conditi con olio evo, oppure si mettono sott’olio, bolliti in acqua e aceto di vino e poi invasettati con l’olio evo. A me piacciono tantissimo cucinati in entrambi i modi, hanno un sapore che ricorda l’aglio, ma più delicato.

Quest’anno ho provato a fare una frittata con i miei tarli. L’ho chiamata a metri 5, perché è la distanza che devo fare per prendere i suoi 2 ingredienti principali: i tarli e le uova.
Il più grande lusso dell’abitare in campagna è, a mio parere, autoprodursi gran parte del cibo, poter “fare la spesa” semplicemente aprendo la porta di casa, ma soprattutto sapere come vengono coltivate le verdure, la frutta e le uova che mangiamo, essere sicuri della loro genuinità.
Così quando arriva il momento di preparare da mangiare ed esco a procurarmi il cibo nell’orto, nel frutteto o nel pollaio, mi sento una grande privilegiata e mi scordo del grande lavoro che tutto ciò implica.
Ecco la ricetta della mia frittata.
INGREDIENTI:
– Una manciata di tarli di aglio rosso di Proceno
– 6 uova
– un cucchiaino di curcuma
– un cucchiaio di pan grattato
– sale q.b.
– pepe q.b.
La prima cosa da fare è andare nell’orto a “cavare” i tarli dalle piante di aglio, poi si va nel pollaio e vedere se le galline hanno fatto il loro dovere e hanno deposto delle uova fresche.
Si mettono i tarli a bollire in una pentola con l’acqua fino a quando si ammorbidiscono. Si scolano e si lasciano raffreddare.
Si spaccano le uova e si sbattono, si aggiungono i tarli tagliati a piccoli bastoncini, si aggiunge la curcuma (lo so non c’entra niente con la Maremma, ma io questa spezia la adoro e la metto dovunque, saranno le mie origini pakistane 😉 ), il pane grattato, il sale e il pepe. Si cuoce tutto in una padella con dell’olio extra vergine d’oliva.
Ed ecco pronta la frittata a metri 5 !!

0 risposte
Mmmhhhhh, buonissima!!!! Mi vien voglia di assaggiarla…La faccio anch’io con le code dei cipollotti freschi!
😉
Proprio oggi strappavo le erbacce intorno all’aglio e mi sono accorta di queste infiorescenze. Non sapevo si dovessero togliere. Domani lo faccio subito e utilizzerò i tarli per fare la frittata che suggerisci.
Io non ho ancora le galline, anche se le vorrei. Purtroppo devo convincere mio marito che ha molti dubbi! Ma le desidero così tanto!!!!
Quando avrò le galline farò anche io la frittata a… aspetta che conto più o meno… metri otto!!!
Altro che Km 0!!!
Un abbraccio
Francesca
Ciao Francesca, fammi sapere come viene la frittata. A presto, Beatrice
Senz’altro… che dici, i tarli sono ancora molto piccoli. Mi conviene aspettare qualche giorno?
Francesca
Sì, aspetta che diventino un po’ più grandi come quelli nella foto. 😉